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Risotto Euganeo - con fiori di zucca, quaglia, colatura di cipolle rosse al Merlot ed erbe aromatiche


Sono nata ai piedi dei Colli Euganei, da piccina li vedevo quando mi affacciavo dalla finestra della mia cameretta ed  ero certa che li.. nascevano gli Arcobaleni.

Forse anche per questo da grande ho scelto quei luoghi in tante occasioni, i primi giri in moto, le prime scampagnate con amici, il primo bacio ed ancora la mia festa di Matrimonio .. insomma quando ho dovuto scegliere un luogo a me caro ho sempre scelto una location nel Parco dei Colli Euganei.

Nel Parco è tutto più dolce, anche i colli lo sono le loro rotondità sono eleganti, armoniose da subito ti rilassano e ti lasciano respirare, tutta l’area gode di un clima mite soprattutto da godere nelle giornate estive.

Felice oggi di farveli conoscere meglio; grazie al contest Degusti Vini Euganei  per il quale ho studiato alcuni vini della Cantina Cristofanon Montegrande di Rovolon, realizzando un piatto che  riassume il concetto di voglia d’estate e di libertà


Per trovare il mood in linea col regolamento ho pensato di regalarmi  una bella passeggiata tra le vigne ovviamente col bicchiere in mano e li, tra un assaggio e l’altro ho raccolto alcuni fiori, ho visto alcune aromatiche  di cui ricordavo bene..

 


Ho imparato ad apprezzare la natura fin da piccola, grazie a mamma, l’Agnese di cui vi parlo sempre, l’uso dei fiori e degli aromi inusuali parte proprio da lei, a volte pensavo fosse un druido, aveva un’erba per ogni piatto e ne sapeva trarre la giusta essenza.

Non solo erbe e fiori ma anche vino, già non c’era piatto in cui lei non mettesse del buon vino, rigorosamente di casa o al massimo di provenienza di alcuni amici che abitavano nei Colli, con i quali in un periodo non ben definito per qualche estate nell’aia della nostra grande fattoria organizzarono delle feste, io le chiamavo così, ora si chiamerebbero Wine Experience… capito quanto erano avanti già da allora?

Certo i vini erano diversi.. più spartani alcuni molto intensi, altri  addirittura non sono più in commercio, ma insieme al  Panbiscotto, qualche fetta di salame fatto in casa  e qualche cacciagione arrosto... era tutta una baldoria.

I vini con i quali ho realizzato la mia proposta  riassumono totalmente sia per colore sia per aroma l'armonia  del bosco, della frutta e delle erbe aromatiche ed è per questo che nasce il mio risotto Euganeo, dove ho cercato di far rinascere i piaceri della tavola di un tempo in veste moderna.

Risotto Euganeo  con fiori di zucca, quaglia, colatura di cipolle rosse al merlot ed erbe aromatiche

Ingredienti per 4 persone

Per il risotto

400 g di Riso Roma Piemontese

½ bicchiere di Vino Chardonnay S.Giorgio Cristofanon

200 g di salsa di fiori di zucca

100 g di fiori di zucca tagliati a julienne

2 lt di brodo vegetale

120 g di burrata

20/25 g di burro

25 g di formaggio Asiago stagionato grattugiato              

200 g di ragù di quaglia tagliato fine a coltello

Sale fino

12 cosce di Quaglia (impiatto)

Per ragù di quaglia

400 g di sovra cosce di quaglia con la pelle

½  bicchiere di Vino Chardonnay S.Giorgio Cristofanon Montegrande

1 noce di burro

Sale

Per la salsa di fiori di zucca

400 g di fiori di zucca solo parte gialla

1 cipolla piccola bianca

Sale

Olio d’oliva extravergine del Garda

Per i finferli in padella

100 g di finferli freschi non troppo grandi

1 noce di burro

Acqua calda

Sale

pepe

Per la colatura di cipolle rosse al Merlot

300 g di cipolle rosse meglio se di Tropea

1 cucchiaino di olio extravergine del Garda

4 cucchiaini di zucchero

½ bicchiere di Merlot Luigi Cristofanon Montegrande

Aromatiche per l’impiatto

Foglie di erba Fungo

Foglie di Bigta colorata

Foglie di Pepe arancio

Fiore di erba aglio

Fiore di erba cipollina

Fiori di Timo limone


 Procedimento

Preparare un brodo vegetale neutro

Togliere il pistillo ai fiori di zucca, tagliarli a julienne, lavarli velocemente sotto acqua corrente, asciugarli per bene, togliere quasi tutta la parte verde, rosolare delicatamente la cipolla bianca tagliata sottile, aggiungere circa 200 g di fiori di zucca, dopo qualche minuto spegnere, passare il tutto al mixer e mettere da parte

Dividere le cosce di quaglia dal sovra coscia, disossare quest’ultima, tagliare al coltello finemente fino ad ottenere un ragù

Scalzare le cosce di quaglia, fare riposare in frigorifero

Cuocere il ragù di quaglia in una casseruola con una noce di burro e poco olio d’oliva extravergine, bagnare con lo Chardonnay far evaporare velocemente, aggiustare di sale e pepe

Cuocere in padella i finferli con una noce di burro, un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, all’occorrenza aggiungere acqua calda fino a termine cottura, aggiustare di sale e mettere da parte

Tagliare le cipolle rosse a julienne grossolana, farle appassire in padella con un filo di olio d’oliva extravergine, aggiungere lo zucchero, subito dopo il vino Merlot, non  asciugare troppo che la salsina servirà per l’impiatto

Passare al mixer la burrata, servirà per la mantecatura

Rosolare le cosce di quaglia in una padella con una noce di burro ed olio extravergine di oliva, tenere al caldo

Cuocere il Risotto

Nella casseruola usata per la cottura del ragù di quaglia,tostare i chicchi, sfumare con il vino bianco Chardonnay Cristofanon, aggiungere brodo, continuare a mescolare, passato qualche minuto aggiungere la salsa di fiori di zucca, continuare la cottura, verso la fine aggiungere parte della burrata ed i fiori di zucca tagliati a julienne, a cottura ultimata aggiungere il ragù di quaglia, amalgamare il tutto, mantecare con una noce di burro,la burrata rimanente ed il formaggio grattugiato.

 In ogni piatto

3  Cosce di quaglia rosolate

3  Finferli

Colatura di cipolle rosse al Merlot

Fiori e foglie di erbe aromatiche

Vini consigliati : Risotto d'Estate si sposa perfettamente sia con il Merlot Doc "Luigi Cristofanon", in virtù della presenza delle carni di quaglia e della sapidità dell'aroma delle foglie di erba fungo, mi piace pensare che l'essenza di vita vera di cui è permeato coniughi alla perfezione l'insieme degli ingredienti, un pò dolci, un pò salati, un pò croccanti ed un pò acerbi. 

Allo stesso tempo si sposa benissimo anche con lo Chardonnay Doc " S. Giorgio" un vino fresco, coinvolgente  ed elegante, prodotto da uve mature in vigne a terrazzamento, un vino che riposa due anni in tonneau prima di essere imbottigliato, il suo profumo  fruttato si amalgama alla perfezione con le note dolci della colatura di cipolle ed i fiori eduli.

La scelta a questo punto è ancora aperta a seconda del vostro gusto personale, io.. ho scelto il Merlot 

Vi aspetto nel mio Veneto dolce, una regione dove c'è tutto, dalla Storia al Mare passando per il Lago e la Montagna, fino ad arrivare proprio nel ridente Parco dei colli Euganei dove poter assaporare i migliori vini al mondo accompagnati da tipicità culinarie e non solo... la creatività a tavola è una delle nostre caratteristiche principali.. e poi ci sono io.. disponibilissima ad accompagnarvi tra i filari in meravigliose Wine Experience.. 

a presto...




Banana bread - dolce senza uova

In questo periodo si parla tanto di Quinto senso, o meglio, quinto elemento del gusto, amaro, dolce, salato, acido e  Umami, ovvero il lato salutistico del cibo.
Dicono sia stato scoperto dai Giapponesi.. e se fosse stata una idea comune?
La ricetta che vedremo oggi è un dolce nato in America negli anni trenta, nel periodo della grande depressione, dove era praticamente vietato buttar via qualcosa.
Quindi anche una banana troppo matura per essere mangiata ha avuto una nuova opportunità, diventanto a ragione uno dei Pani dolci più buoni che si possano assaggiare, per puro caso poi si è scoperto che il frutto maturo possiede alti contenuti antiossidanti capaci di contrastare gravi malattie degenerative.
Una ricetta antispreco e buonissima, un pane dolce delizioso, al quale gli Americani hanno dedicato anche un festival,  poi scordatevi l'idea che la banana faccia ingrasare è un ottimo sostituto di merendine confezionate ed erroneamente a come si pensa ogni parte della pianta può alleviare o tenere lontane varie malattie, insomma una Banana al giorno leva il medico di torno e non solo!

BANANA BREAD




INGREDIENTI

per 8 persone

 

·         4  banane  mature

·         banana per guarnire

·         80 ml  olio di semi di girasole

·         200 g  farina di grano la mia  Il Buon Riso

·         150 g  zucchero semolato

·         1 cucchiaino   Lievito per dolci

·         1 cucchiaino  bicarbonato di sodio

·         1 cucchiaino   cannella

·         Un pizzico di sale

·         PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180 °C. In una ciotola, schiacciare le banane con una forchetta. 

Mescolare il resto degli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo.

Versare l'impasto in una tortiera foderata, tagliare una banana a metà per lungo adagiare delicatamente sopra l'impasto.

Cuocere in forno, accertarsi della cottura con uno stecchino.



" Ho aspettato maturassero al punto giusto🍌🍌🍌

Ne servono quattro, ben mature, farina, zucchero, lievito,bicarbonato, olio di girasole ed un pizzico di sale🌈
Senza uova immaginatevi la leggerezza💯
Per la prima volta ho usato "la casalinga" una farina 00 di grano tenero ideale per dolci, pasticceria e lievitati...direi che
il risultato è stato perfetto💯💯 "


 


Supplì con salsa di Asparago verde- Tonno - Formaggio Asiago fresco in doppia panatura

Il Supplì si mangia con le mani... per favore me ne dai uno.. dai fammi sentire che sorpresa c'è dentro.

Chissà forse è questa la prima frase, che quel soldato Francese disse per gustare il suo primo supplì, che chiamò per l'appunto "surprise" ovvero sorpresa.. per .. quel sapore autentico ed inconfondibile del formaggio fuso al suo interno... una vera meraviglia .

Ho scelto questo nome per la ricetta in quanto gli ingredienti scelti volevo fossero attinenti al periodo che stiamo vivendo ed in qualche modo si ricollegassero  all’Impero Romano,che nel suo attraversare regioni e continenti ha contribuito non da poco alla contaminazione a mio avviso positivo dello sviluppo di ricette e piatti tradizionali Italiani.

Il Supplì nasce  come cibo di strada a Roma. Essendo io Veneta e dovendo sviluppare una Regione, il Piemonte in ambito scolastico,rivolto al turismo enogastronomico internazionale, ho scelto due ingredienti Veneti il Formaggio Asiago e l’Asparago verde di Badoere, un riso Roma Piemontese  ed un prodotto di mare forte e determinato come il Tonno Rosso, che originario dell’Atlantico ogni anno nuota fino al Mediterraneo  determinato fino alla fine a riprodursi, andando incontro a mille difficoltà non da ultimo l'essere pescato


SupplìtiAmo

Forza, determinazione e rinascita  tre ingredienti base per Ricominciare a credere e pensare positivamente è questo il concetto per la creazione di questa ricetta che concorre al contest ideato da Risate & Risotti  SupplitiAmo

Roma caput mundi
Se è vero che le prime apparizioni del Supplì a Roma risalgono al 1800 circa gli ingredienti usati nella ricetta hanno origini ben più lontane
L'ingrediente base è un risotto agli asparagi verdi originari della Valle dell'eden in Mesopotamia, portati in Europa dai Romani,ne erano grandi estimatori, anzi pensavano che questo germoglio avesse proprietà curative in grado di dare nuova linfa al corpo umano.
I Romani conquistarono il mondo e sapevano bene quanto il pesce potesse essere utile,in special modo il tonno rosso, simbolo della forza e del coraggio di superare le avversità della vita.
Il formaggio, conosciuto al tempo dei Romani sicuramente era il pecorino, in grado di accompagnare e sostenere le armate romane, in questa ricetta non c'è il pecorino, ma un formaggio fresco Asiago, in grado di sciogliersi in cottura, nasce nell'altopiano Veneto dei sette comuni ed in origine si chiamava "Pegorin" ovvero pecorino... le mucche in alpeggio arrivarono molto dopo.
La storia millenaria di un popolo racchiusa in una polpetta sferica di risotto imbottito di tonno ed Asiago DOP fritto con doppia impanatura, la seconda con aggiunta di briciole di cialda di pane croccante senza lievito.



 Ingredienti per circa 10 supplì

 Per il risotto

500 g di riso Roma @ilbuonriso

300 g di asparago verde di Badoere IGP

250 g di Asiago fresco DOP

50 g di Asiago stravecchio DOP per mantecatura

100 G di burro di Alpeggio

2 lt di brodo di carne

Olio extra vergine di Oliva

½ bicchiere di vino bianco secco tipo Seprino dei Colli Euganei

Sale

 

Per il ragù di tonno

400 g di Tonno Rosso fresco

½ cipolla bianca

Vino bianco dei colli Euganei tipo Serprino

Per Friggere

3 uova intere

Sale

Farina 00

Pangrattato

Briciole di pane fatto in casa croccante senza lievito (seconda impanatura) in mancanza briciole di grissini

1 lt di Olio di semi di girasole alto oleico biologico

 

Procedimento

Pulire, tagliare a rondelle e cuocere gli asparagi, in un soffritto di cipolla, quando pronti frullare con il mixer e mettere da parte.

Tostare il riso a secco, sfumare con il vino, procedere con il brodo, verso metà cottura unire il purè di asparago, a cottura ultimata mantecare con il burro e l’asiago stravecchio grattugiato, eventualmente aggiustare di sale. Fare raffreddare e poi mettere a riposare in frigorifero per almeno quattro ore, meglio se una intera nottata.

Preparare il ragù di tonno, tagliando la ventresca a coltello a dadini abbastanza piccoli, cuocere in una padella con un filo d’olio dove avrete appassito la  mezza cipolla bianca, sfumare con un po’ di vino bianco, aggiustare di sale, saltare e mettere da parte.

 Tagliare a dadini abbastanza piccoli il formaggio Asiago fresco

Preparare la mise en place per la frittura

La farina, le uova sbattute, il pan grattato e le briciole di pane croccante, portare a temperatura l’olio

Per preparare i supplì è consigliato usare il riso ben freddo ed avere le mani bagnate, dopo aver messo sul palmo sufficiente risotto, mettere nel mezzo  dadini di Asiago e alcuni pezzi di ragù di Tonno rosso, chiudere per bene, dando una configurazione allungata, ad ogni singolo supplì, procedere alla prima impanatura, passando prima nella farina, poi nell’uovo e nel pan grattato, procedere alla seconda impanatura, con uovo e briciole di pane croccante.

Immergere due a due  i supplì nell’olio bollente a 180°  rigirare spesso, quando ben dorati , riporli su carta paglia.

 Alla fine non resta che l'assaggio e il farlo assaggiare alla mia adorata vicina di casa Lucia

perchè insieme è di sicuro più buono anche un supplì



Torcetti Aostani - come si preparano

E' un bene studiare, lo dico sempre continuamente e non bisogna mai pensare di aver imparato abbastanza, c'è così tanto da scoprire, in tutte le materie certamente, ma  mai come nella cucina Italiana, la quale vanta oltre cinquemila prodotti tipici uno più spettacolare dell'altro.

Lo studio in comunicazione Enogastronomica, presso l'Accademia Dieffe di Padova, che stò frequantando, purtroppo a distanza visto il periodo, mi porta in queste settimane a studiare alcune tipicità Valdostane, quella di cui sono rimasta maggiormente affascinata è un dolcino delizioso, che si narra fosse il prediletto della Regina Margherita, che li consumava freschi appena sfornati insieme alle sue dame, abbinandoli con del buon vin santo.
Sono fatti di pastafrolla montata,  a forma di piccoli abbracci o "torcetti" e dicono portino se regalati pure una gran fortuna.
La caratteristica primaria di questi dolcetti è la forte presenza del burro, che deve essere di prima qualità, lo richiede con forza la ricetta originaria, nella zona il burro veniva usato anche come moneta di scambio, va da se quanto questi dolci avessero rilevanza anche come regalo.

Personalmente li ho accompagnati a del buon caffè a colazione, ma si abbinano benissimo anche con uno zabaione una cioccolata o del tè


Torcetti   Aostani




INGREDIENTI
per 10 persone

Tempo di preparazione circa 3 ore

450 g di farina
5 g di lievito di birra
210 g di Burro di qualità
250 ml di acqua tiepida
1 pizzico di sale (circa 0,30 g)

Per  infornare
Zucchero semolato
burro
farina

PROCEDIMENTO

Porre la farina settacciata a fontana su una spianatoia, unire il lievito sciolto in poca acqua tiepida.
Lavorare bene gli ingredienti finchè l'impasto fare delle "bolle", formare una palla, avvolgere in un tovagliolo, lasciare lievitare per circa 1 ora, in un posto caldo privo di spifferi.

Toglere il burro dal frigorifero, tagliarlo a pezzetti, lasciarlo a temperatura ambiente.

Passata un ora, lavorare la pasta per una decina di minuti ed incorporare il burro. Formare nuovamente una palla di pasta e rimettere a lievitare per 1 ora.

Accendere il forno e portare a temperatura di 220°

Terminata la lievitazione, formare dei lunghi cilindri mdiamente sottili, non più lunghi di 14 cm,
ripiegarli formando delle ciambellin (come quelli in foto) appiattirli leggermente, passarli sullo zucchero semolato.
Sistemare i biscotti su delle placche da forno leggermente imburrate ed infarinate.

Infornare per circa 15-18 minuti  a seconda del forno, dovranno al fine imbiondire.

Fate attenzione  essendoci lo zucchero tenderanno ad imbrunire troppo se li lasciate qualche minuto in più nel forno e diventeranno amari.


Risotto con le Ortiche - Ricetta tipica Veneta



Buongiorno, visto che abbiamo la possibilità di muoverci oggi, che ne dite di fare una bella passeggiata in campagna ed andare a raccogliere qualche erbetta di campo, con cui preparare qualcosa di buon per pranzo?
Uno dei risotti tipici della zona in cui vivvo è proprio questo "Riso coe Ortighe" .. che tradotto dal Veneto non vuol dire d'altro che "risotto con le ortiche". Nato come piatto povero nutriente, oggi più che mai piatto tipico Veneto ed è proprio per la sua semplicità ed unicità che vince sempre a tavola.

La necessità di riscoprie le nostre radici a partire dalle ricete della tradizione, si, perchè nel passato le nostre nonne e bisnonne erano di sicuro un pò "Druidi" in quanto preparavano piatti in grado di  far star bene, grazie sopratutto all'uso delle erbe spontanee.
Credo che anche Mamma Agnese lo fosse almeno un pochino, perchè ad ogni mio malanno lei aveva qualcosa da farmi mangiare, amovo così tanto starla ad ascoltare, per non parlare di seguirla nelle sue battute di caccia in giro per le campagne.. se chiudo gli occhi ancora la vedo..

.......e questa piantina Mamma come si chiama?.. Amor se ciama Ortiga.. sta tenta che beca .....

Certo che le prime volte non avevo ben chiaro come prendere le cime e le foglioline e nemmeno che per raccoglierle non è consigliabile andarci con i calzoncini corti...


Riso coe  Ortighe




INGREDIENTI
per 4 persone

Per il risotto
400 g di riso di carnaroli
450 g di foglie di ortica
1 cipolle bianche
100 ml di vino bianco
2 lt di brodo vegetale
40 g di burro
60 g di Grana Padano
sale
pepe

Per il brodo
1 cipolla
2 carote
2 coste di sedano verde
sale grosso

PROCEDIMENTO

Preparare il brodo e mettere da parte.

Dopo aver pulito e lavato sotto acqua corrente le foglie e le cimette di ortica, immergetele in acqua bollente per qualche secondo e immediatamente dopo raffreddatele in acqua molto fredda possibilmente con ghiaccio, questo procedimento consentirà di mantenere vivo il colore verde intenso delle ortiche, strizzatele e sminuzzatele a coltello.

Fare imbiondire una cipolla, tostare il riso, sfumare con il vino, procedere alla cottura, aggiungere un po per volta le ortiche, quando pronto a fuoco spento mantecaare con il burro ed il grana grattugiato.

NOTA: le ortiche potete anche spadellarle, fino a farle appassire velocemente, in un tegame con un batturo di cipolla, in questo modo il  risotto risulterà con un sapore più deciso.
Non vi resta che provare entrambe le varianti e poi dirmi quale delle due preferite.

Un saluto.







Nel passato, sopratutto le donne di campagna, tramandavano le loro conoscenze per far si che ad
esempio si assumesse, grazie alle ortiche,  il principio dell'acido folico, fondamentale per le donne in gravidanza; oppure di ferro per contrastare l'anemia, sempre delle ragazze.

Cheesecake fragole e fonduta ai tre formaggi - ricetta facile



Giorni e giorni in casa, le uniche amiche le scale del palazzo, quelle che  mi portano nel giardino condominiale. Mai come in questo periodo mi sono pentita di aver scelto una casa singola, con verde annesso. Anni fà quando acquistammo l'appartamento avevamo poco tempo per stare in casa, la usavamo solo per dormire, il marito sempre in giro per lavoro ed io lo stesso. La cucina era linda ed immacolata quasi sempre visto che a pranzo eravamo fuori e la sera spesso in ristorante.
Personalmente da tutto questo girovagare ho imparato molto, l'arte del buon mangiare, della cucina genuina fatta spesso con ottime materie prime,  un buon risotto, un buon piatto di pesce e sopratutto di un buon dolce finale.
Poi le cose sono cambiate, sono diventata mamma, il tempo  a casa si è dilatato, ho cambiato lavoro, anzi ho diminuito le mie ore lavorative, per gestire la maternità  ed iniziato a  provare tutte quelle pentole che stavano aspettando solo di essere messe sul fuoco. Certo all'inizio erano solo pappine, ma poi è arrivato anche tutto il resto. Fintanto  da interessarmi così bene, che ho ripreso a studiare per imparare a riconoscere ed usare al meglio gli ingredienti, a creare quelle alchimie di sapori che tanto mi entusiasmavano da cliente. Il bello di essere un cuoco stà nella capacità di riconoscere tutto in una portata, dagli ingredienti di base, alla cottura degli stessi, riconoscerne i sapori e saper valutare quanto e se quel piatto vale.
Parlando dei dolci, in questi giorni di quarantena, non ho mai preparato un dolce, strano ma vero, visto che la rete ne è letteralmente invasa, per me un dolce è un grande impegno, tra l'ideazione, la preparazione e l'assemblamento impiego delle ore, ed essendo ogni giorno in aula con Dieffe Accademy per il Master in Food& Beverage, non avevo ancora trovato il giorno giusto, fino a ieri,
quando il marito è tornato a casa con una cassa di fragole meravigliose e gli occhi di Rebecca si sono accesi, fino a pronunciare quella richiesta "Mamma mi prepari la torta che mi piace?" 


Che potevo fare se non accettare di mettermi ai fornelli, già perchè per avere un gusto meno aspro, preferisco cuocere i formaggi, provate anche voi, ve ne innamorerete..


 Cheesecake con fonduta di formaggi e gelatina di fragole





INGREDIENTI

150 g di biscotti secchi digestivi
50   g di cantucci Toscani
70 g di burro fuso
20 g di zucchero di canna
500 g di Fonduta di formaggio
4 fogli di colla di pesce
400 g di salsa di fragole

PROCEDIMENTO

Tritare non troppo finemente i biscotti insieme con lo zucchero, unire il burro sciolto a bagnomaria, creare una base per la torta, vi consiglio di usare la carta apposita sia per la base che per la circonferenza, per evitare che il tutto si attacchi ai bordi della tortiera.

Mettere a riposare in frigorifero, finché, la fonduta e la salsa di fragole non saranno pronte.
Ricordatevi di passare il composto di fragole allo chinoise per togliere fibre e semini.

Sulla base di biscotto solidificato, tolto dal frigorifero,aggiungere uno strato di formaggio, aiutatevi con un Sac a poche, per evitare eventuali  sbavature. Lasciare riposare in frigorifero, quando la fonduta sarà completamente solidificata, aggiungere, sempre con il sac a poche la salsa di fragole.




PER LA FONDUTA DI FORMAGGIO

Ingredienti
1 lit di Panna fresca
50 g  di Pecorino grattugiato (2 pugni)
300 g di Formaggio meglio se grattugiato grossolanamente
30 g di zucchero fine
1 Pizzico di Sale
2 fogli di colla di pesce
Procedimento
Far bollire il tutto, quando sciolto per bene,aggiungere la colla di pesce, sciolta in acqua fredda e strizzata, amalgamare facendola sciogliere completamente,fare raffreddare e  mettere il tutto in un sac a poche.

PER LA SALSA DI FRAGOLE

Ingredienti
450 g di fragole  tagliate a piccoli pezzettini
80 g di zucchero
Succo di mezzo limone piccolo
2 g di gelatina in fogli
Procedimento
Mettere in una casseruola le fragole  pulite, tagliate a pezzettini, lo zucchero ed il succo del mezzo limone. Cuocere a fiamma vivace per 10 minuti. Trascorso il tempo di cottura spegnere il fuoco, passare il tutto allo chinoise, rimettere nella pentola il liquido ottenuto ed aggiungere la gelatina in fogli ammollata in acqua fredda, mescolare fino al completo scioglimento.
Fare intiepidire la salsa a temperatura ambiente. La consistenza dovrà essere densa al punto giusto, se troppo liquida aggiungere gelatina, se troppo densa aggiungere dell’acqua naturale, versare in una sac a poche



Immagina come potrebbe essere sulla tua tavola....

Riso nero integrale Venere come prepararlo

Il riso Venere è una varietà italiana di riso nata dall’incrocio di una varietà asiatica di riso nero con una varietà coltivata in pianura Padana, nella zona di Vercelli.  Si tratta di un riso molto aromatico e dal sapore inconfondibile, avete presente il profumo del pane appena sfornato, ecco proprio quello. Un riso questo dal sapore molto particolare, perfetto nelle insalate, ad esempio con pomdorini gamberi  e capperi,  molto interessante anche con verdure e formaggi o solo con verdure.

E' pensando al romanticismo di una notte stellata che è nato questo piatto, di una bellezza a mio avviso incredibile


R i s o  al  C h i a r  di  L u n a




Ingredienti
per 4 persone

400 g di Riso nero integrale venere
2 Melanzane 
2 peperoni cornetto verdi
4 spicchi di aglio bianco
150 g di pecorino toscano
150 g di gorgonzola
4 cucchiai di latte
30 g di burro
sale
pepe





Procedimento

Cuocere il riso, qui troverete le modalità, nel frattempo tagliate le verdure singolarmente a mirepoix,
saltare sempre singolarmente le verdure in due soutè con un filo d'olio d'oliva aromatizzato all'olio, tenere da parte.
Preparare  la fonduta ai due formaggi, qui trovate il procedimento .
Scolare il riso, fate sciogliere il burro in un ampia padella, unire il riso e le verdure saltate.
Impiattare a piacere



Il riso Venere 
è un alimento ricco di fibre. Presenta infatti una concentrazione elevata di fibre, sali minerali e antiossidanti. Contiene proteine vegetali ed è naturalmente senza glutine come qualsiasi altro tipo di riso, dunque può essere consumato tranquillamente anche da chi è celiaco.
Per quanto riguarda i sali minerali, il riso Venere contiene soprattutto selenio, zinco, manganese e ferro, oltre al calcio.
E' una fonte di carboidrati ed è povero di grassi.
Inoltre contiene lisina, un amminoacido essenziale carente in altri cereali. Le fibre presenti inoltre contribuiscono a mantenere l’intestino regolare e in salute. È una fonte di antiossidanti e acido linoleico, che appartiene alla famiglia degliOmega-6.